è ogni giorno un alibi il pallido sfiorarsi di sorrisi che velano gli sguardi

Eccomi

Utente: Blackholesun84
ho il coraggio di un pazzo visionario che darebbe la vita per distruggere le creazioni della sua mente.....sono un pazzo romantico e masochista perche' non ricevo lodi per questo, anzi cio' va solo a mio danno....sono un pazzo idiota e speranzoso perche' penso ancora che ci sia qualcuno che puo' accettarmi

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Ultimi Commenti

utente anonimo in “con la fede c...

passaparola

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

giovedì, 07 maggio 2009

ho una storia parallela. è una storia lineare. una storia lineare con un parallelo. un parallelo longilineo. è alto come una retta. mi descrive il mondo visto dai suoi occhi. non ho mai capito dove abbia la testa. dice che siamo tutti puntini. sostiene di essere ipermetrope. sostiene che l’ipermetropia gli è aumentata parallelamente nei due occhi dalla pubertà. ma mi ha detto di non aver mai guardato altre donne mentre parallelamente stava con me. le mie amiche mi chiedono cosa si provi a stare con un parallelo. credo siano parallelamente invidiose del fatto che cambiamo spesso paese di residenza. il lavoro di parallelo richiede sacrifici. ci muoviamo sulle rotaie della ferrovia parallela. lui dice che ha infiniti binari. tutti paralleli tra loro. lo svantaggio è che puoi fare il biglietto per un solo parallelo. lui non paga. e parallelamente io ho un’agevolazione. vediamo spesso altri treni che viaggiano parallelamente. ma io non credo che i paralleli siano infiniti. non posso pensare che lui sia solo uno tra i tanti paralleli. e odio i suoi parallelismi sulle vite parallele che si svolgono parallelamente. Io non voglio essere parallela. Mercoledì abbiamo litigato perché sosteneva che i miei seni non fossero paralleli ma incidenti. Ho chiamato la mia assicurazione per rassicurarmi almeno sul parallelismo dei miei capezzoli. L’assicuratore Lello è corso da me. Fa bene il suo lavoro. Peccato sia un disabile parallelo. Per spostarsi ha bisogno di saltare su parallele. Per questo tipo di disabili il comune ha fatto costruire intere piste di parallele accanto a quelle ciclabili. Ore pare il sindaco stia progettando delle parallele mobili alimentate a luce solare. Ma non voglio fare digressioni parallele. Lello l’assicuratore disabile parallelo ha misurato le rette su cui insistono i miei seni e i miei capezzoli. Lello mi ha rassicurata. E’ certo di aver notato nei miei seni almeno due cellule con i nuclei disposti parallelamente. Ho riferito tutto al mio parallelo longilineo. Lui è stato felicissimo di sapere che esiste un parallelismo anche in me. Abbiamo deciso di mettere al mondo un bambino. Sarà difficile concepirlo parallelamente al suo lavoro sulla ferrovia parallela. Ma ogni difficoltà è sormontabile quando sento il suo corpo stendersi parallelamente alle mie due cellule parallele. E anche se esistessero decine, centinaia, migliaia, di paralleli, io continuerei a correre con lui su questo nostro parallelo. Forse non è il più centrale dei paralleli. Ma sono sempre stata convinta che il parallelo più grande è quello che va più stretto al mondo. Come la cintura che mentre scrivevo, parallelamente, mi stringeva i fianchi.

Due rette sono parallele quando mantengono la stessa distanza, quindi non hanno alcun punto in comune.

Postato da: Blackholesun84 a maggio 07, 2009 01:01 | link | commenti |

mercoledì, 06 maggio 2009

sta ancora gocciolando il tuo sangue sul bicchiere capovolto. sul tavolo. sulla giacca sporca di vino. il tuo corpo è ancora appeso a testa in giù. le ginocchia muovono l’aria come le pale di un ventilatore. la vita si svolge frenetica sotto. la vita scorre senza variazioni al di sotto del tuo corpo. hai lasciato un corpo ferito disteso sull’aria. nemmeno un vaso è stato suturato. il tuo corpo è stracciato come la carta da regalo del nostro nuovo regalo. sei la vittima che innalziamo sul nostro altare lavato dal vento. stai lentamente rotolando giù dal tuo Golgota. ma la tua croce è così grande da farti ancora ombra. tu sei l’ombra della tua croce. stai scavando solchi sul tuo viso come quell’ombra scava la luce. definisci la terra che ti appartiene su questo mondo. definisci il tuo pezzo di tragedia. definisci la tua fine. stai solo respirando le tue lacrime. presto ne avrai pieni i polmoni. e questi tasti batteranno ancora. e più forte.

Postato da: Blackholesun84 a maggio 06, 2009 23:41 | link | commenti |

lunedì, 05 gennaio 2009

e in fin dei conti

so che nessuno commenta ciò che faccio o che scrivo

qui e altrove

perché non sono né femmina né un tipo che sta sempre a genio

so anche che non posso fare altro che diventare muto

quando il mondo mi sembra irreale per la sua assurdità

so anche che sono uno di quelli che passano + tempo a pensar di fare che a fare

so che avrò enormi lacune per questo

so che potrei essere diverso

ma in fin dei conti

che importa?

che importa non avere il plauso di persone che non stimo?

che importa non parlare e restare muto?

che importa dei giudizi di esseri che disprezzo?

e allora mi dico che

in fin dei conti

avrò le mie lacune

sarò pure un giustizialista (ahahhahahah, ma dai! io?!)

però a me va abbastanza bene

non perché pensi di vivere nettamente bene in questa situazione

ma perché penso di avere un modo di pensare

che magari sarà anche comune a quello di molti altri

non so

però mi soddisfa proprio

insomma

sarò anche una semplice cotoletta alla milanese

però a me la cotoletta alla milanese con un po’ di limone

piace

Postato da: Blackholesun84 a gennaio 05, 2009 23:28 | link | commenti |

martedì, 16 dicembre 2008

caro maestro

 

caro maestro

stasera vorrei interrompere la lezione

caro maestro scusami se interrompo la tua lezione

caro maestro proprio non capisco

non so davvero cosa non capisco

però vorrei prendere la parola

questa sera

semplicemente per dire che non capisco

e che il non capire è già di per sé un elemento compiuto

non posso dire cosa non capisco

o forse posso anche

ma non capisco il senso di dirlo

quando non capisco il senso di parlare rabbrividisco

perché per dio caro maestro

sono pur sempre la parola e lo scritto le mie forme preferite

ma vedi maestro

io prendo la parola e ti annoio con giri di parole

stai cercando il problema caro maestro

anche io lo sto cercando

come un bimbo che cerca nella scatola dei giochi

ma proprio non lo trovo niente

né il problema

né il senso

né il motivo per parlare

ma questa lezione

almeno per questa sera

io la voglio interrompere

questa è una cosa tra me e te

tanto a che serve dirlo ad altri

io alzo la mano e tu tenti di spiegarmi

quello che io non conosco

non conosco al punto da non potertelo far conoscere

ma almeno io e te

fermiamoci questa sera

tanto la gente stupida continuerà a correre

noi non capiremo nemmeno stasera forse

e loro non si fermeranno nemmeno stasera

vedi, penso ci sia qualcosa di sbagliato

ancora una volta te lo dico

non so bene cosa, capisci?

ma io te lo voglio dire

così io e te ci riflettiamo insieme

smettiamola per una volta con questa stupida lezione

io alzo la mano e tu mi guardi fisso negli occhi

e cerchi di capire

lo sai che c’è un sax che suona nella mia testa stasera?

perché io quando non capisco ascolto la musica

la mia musica

e mi concentro

sembro distratto

ma sto solo sentendo la musica

stasera c’è un bel sax

e stasera ho davvero l’impressione

che proprio non valga la pena

sprecare parole

perché io non capisco

ed a volte è meglio non capire

anche se tutto ciò ritornerà

lo so

tornerà

e io te staremo ancora qui a parlarne

ti interromperò di nuovo

ma sempre per meno tempo

poi infine non ti interromperò più

e i miei dubbi saranno dubbi vitali

connaturati alla mia stessa esistenza

ma questa sera a questo non voglio pensarci

questa sera sono contento di aver alzato la mano

di aver interrotto la tua lezione

e ora

come tutti gli studenti

che dopo una domanda e una spiegazione

avrebbero ancora mille o nessuna domanda

ma davvero non hanno capito

abbasso la mia mano

con il sorriso sul volto

e la mano mestamente flessa

Postato da: Blackholesun84 a dicembre 16, 2008 21:41 | link | commenti |

giovedì, 04 dicembre 2008

mi chiedo proprio cosa significhi

cosa significhi quello che mi stanno dicendo

è il solito film muto in cui c’è gente che si sgola

stanno ondeggiando tutti come alghe

e io sono perplesso

così perplesso da essere indifferente

di un’indifferenza così totale

così radicale

che non so se mi appartenga

o se magari io sia già dentro il prossimo corpo

in cui qualcuno dice che dovrei reincarnarmi

sono indifferente

non solo

ma anche

perché deluso

non tanto deluso da esserlo davvero e con pienezza

ma abbastanza da essere indifferente

indifferente ai progetti, agli studi, ai premi

si aspetta il peggio per scaramanzia

a me non piace la scaramanzia

perché per avere il peggio non serve cercarlo

basta non sforzarsi di ottenere il meglio

per morire non serve uccidersi

basta smettere di respirare

Postato da: Blackholesun84 a dicembre 04, 2008 16:50 | link | commenti (2) |

a volte uso il casco integrale

quando fa freddo

quando fa freddo devo lasciare un spiraglio della visiera aperto

per non farlo appannare

spesso però mi chiedo cosa succederebbe

se semplicemente

semplicemente

mi sedessi da qualche parte

e non aprissi quella visiera

se semplicemente appannassi quel pezzo di plastica trasparente

e la mia testa

finalmente

fosse isolata dal mondo

da un sottile velo di molecole condensate

che rendono giustizia alle persone intorno

dando loro la non-forma che meritano

io chiuderei la mia visiera

e i miei pensieri avrebbero finalmente una dimora certa

una dimora che ha per mura

solo quelle del mio respiro

Postato da: Blackholesun84 a dicembre 04, 2008 16:41 | link | commenti |

mercoledì, 26 novembre 2008

penso che per ricominciare scrivere non serva un solo motivo

e nemmeno una sola volta in cui ne senti il bisogno

devo avere almeno dei piccoli motivi accessori

e sentirne il bisogno almeno 3 volte di seguito

poi puoi ricominciare a scrivere

sul perché

sul percome

non mi dilungo troppo

chi mi conosce

o anche solo chi ha letto qualche pezzo di questo blog

lo sa

sarebbe un’offesa alla loro intelligenza dirlo esplicitamente

dico invece che mi ritrovo bene in questa stanza buia

con i termosifoni sempre un po’ + alti del necessario

e la mente che vorrebbe abbandonarsi al soffocante tepore

mi piace fare il medico perché a volte, e per alcuni

è utile saper usare bene le parole

la sequenza

il ritmo

i modi

i gesti

lo sguardo

in realtà ci sono poche regole

piuttosto insulse a dire il vero

una delle + stupide ed efficaci

è dire che il peggio è passato

dà sempre forza e speranza nel futuro

ma allo stesso tempo

essere chiari sulle difficoltà

sui momenti importanti

superati i quali si andrà meglio

in fondo quello che si chiede

è un traguardo

una fine

il peggio da dire è che la sofferenza non avrà fine

che potrà andare peggio

ma non si sa quando

il paziente irrimediabilmente si scoraggia

pensa che in fondo

se è così

la terapia non ha senso

e inizia a chiedersi se anche il farsi curare abbia un senso

o meno

e non bisogna mai arrivare a questo

togli la speranza a una persona

e gli avrai tolto la vita

probabilmente questo significa fingere

ma anche prendersi la responsabilità di promettere

promettere che un traguardo c’è

che superato quello qualcosa

qualche piccola cosa

andrà meglio

in fondo la malattia non è altro che l’accorgersi del non-senso della vita

negli ultimi giorni mi chiedo spesso

se la mia di vita abbia un senso

che cosa voglio in realtà

talvolta mi sono risposto che la mia vita

e la mia morte

come fenomeni

mi sono indifferenti

se per un attimo fermate il moto dei vostri atomi

se per un attimo

per un solo attimo

pensate a cosa possa contare la vostra morta o la vostra vita

per l’essere

penso che vi accorgerete che non conta poi così tanto

la felicità, la gioia

o la tristezza, la rabbia

moriranno con la nostra voce

l’eco si propagherà

per un po’

nello spazio intorno

e poi le altre voci avranno la meglio

è per questo che non mi interessa quasi nulla di ciò che spesso interessa

mi interessa per esempio la luce dello schermo in questa stanza vuota

come i tasti sono modellati dalla luce

come la luce suona sulle nocche delle mie dita

variando il chiaroscuro

e non mi interessano i quadri

e nemmeno che la mia pergamena di laurea sia appesa in questa stanza

penso solo che sono fortunato

a non poter vedere il mio sguardo

quando scrivo a questo computer

per questo blog

per ne riderei a crepapelle

e poi ne morirei di vergogna

perché so bene di poter essere molto ridicolo

e di esserlo stato concretamente

ma in fondo anche queste cose contano poco

nella mia vita ci sono un insieme di esperienze che ho sempre immaginato

ma che non ho mai avuto sufficiente interesse e forza per fare

per esempio buttarmi tra i bambini miei amici quando questi giocavano ad azzuffarsi

mi sarebbe piaciuto molto

li guardavo

solo che mi sentivo goffo e intimidito da tutti quei corpi

di cui non potevo prevedere gli spostamenti

e così rimanevo a guardare

quando ci provavo ero poco spontaneo credo

forse proprio per il mio non lasciarmi andare in quel momento di gaudio

è lì che ho iniziato a stare da solo

e poi col tempo mi ci sono abituato

e così ho finito per non avere molti amici

e anche per farmi piacere tutto questo

ho creato i miei hobbies

indipendenti da tutto e tutti

e questo è anche un piccolo vanto in fondo

ma è anche vero che non so fare altrimenti

ma sono due facce della stessa medaglia

forse queste cose dovrei dirle + che scriverle

ma per dirle servono una persona e un motivo

e io non ho né l’una né l’altra

ma anche questa sarà una delle mie fisime

a quanto ho capito

sbaglio spesso a valutare le situazioni

ho sempre pensato di essere + ossessivo compulsivo

che borderline

ma chissà

forse con gli anni si cambia

sì decisamente

si cambia

tuttavia

ci sono delle cose che non sono molto cambiate

in fin dei conti io sono sempre a scrivere qui

un filo ci sarà

ricordo una volta in cui decisi che dovevo cambiare

avrà avuto sui 15-16 anni

o chissà quanti

piansi molto tempo in un letto della mia casa di montagna

recentemente cambiato di posizione

oggi penso che la gran parte di quel cambiamento che avevo progettato

l’ho compiuto

e mi fa piacere essere così

ma su certe cose sono come allora

le persone continuano a farmi del male

e i cambiamenti del loro tono di voce

continuano a stupirmi

così che mi concentro + su quelli

sul loro volto che si adatta alla forma delle loro parole

che su ciò che mi dicono

a volte mi succede

forse meno di prima

ma mi succede ancora

perché

ancora una volta

a me non interessa quello che stanno dicendo

mi interessa il loro volto

la luce sul volto che si contrae

il suono delle parole

il vibrare del mio timpano sotto quelle onde

quello che dicono

il significato

non ha molta importanza

quello che mi offende è il loro tono

il loro modo

per questo cerco sempre di essere calmo anche quando dico cose violente

o magari di sorridere

così ne esce fuori una dissociazione tra senso delle parole ed espressione

che disorienta talvolta

o che mi fa apparire freddo e glaciale

ma in fondo anche questo giudizio conta relativamente

quello che conta davvero è Mojo Pin di Buckley

anzi nemmeno quella

conta solo il suono di quella canzone in questa stanza

in questo momento

il suono illuminato dalla stessa luce del monitor

la luce che sfacciata illumina

i miei castelli di carte senza cuori

Postato da: Blackholesun84 a novembre 26, 2008 23:03 | link | commenti |

venerdì, 29 agosto 2008

avrei voluto scrivere questo post ieri

illuminato dalla luce soffusa della stanza di halle

ma lì la luce di questo schermo sarebbe stata un affronto

lì molte delle persone che conosco sarebbero state un affronto

forse io sono stato un affronto

hai ragione

non è obbligatorio tornare qui

soprattutto perché lì avevo davvero avevo molto

molto del desiderabile

perché tornare allora?

mi sono posto la domanda

avrei voluto risponderti che torno per la mia città

o per le persone

la verità è che il motivo principale

è che qui ho un conto in sospeso

con me stesso, ma anche con altri

e voglio saldarlo

non mi tiro indietro

accetto la sfida

e torno anche perché qui si combatte una guerra

ogni giorno

e io voglio mantenere la mia trincea finchè sarà possibile

ho una squadra

dei compagni di ventura

nessuno chiederebbe mai di me in mia assenza

ma io sono fedele

almeno per ora il mio posto è qui

anche se lì avevo comprensione

e tante

tante potenzialità

di ogni tipo

ma in nessuna parte del mondo posso per ora trovare una trincea come quella che abbiamo costruito qui

anche se forse

forse per voi non è così

per me noi siamo una squadra

e io cadrò sempre un attimo dopo degli altri

mio capitano

anche se non posso dirtelo

anche se non posso baciarti

non sei solo

io sono con te

e con me ci sono persone da ogni parte del mondo

tutti sono in me

non molleremo

 

qualcosa cambierà

è ora di svegliarsi

 

parto e perdo le radici che ho coltivato in te

torno forte di te

torno forte di tutti voi

esistono milioni di mondi possibili

ora almeno so meglio cosa cercare

Postato da: Blackholesun84 a agosto 29, 2008 20:41 | link | commenti |

mercoledì, 30 luglio 2008

a settembre

ricomincio da tre

ricomincio da te

ricomincio dal te

 

spero che l’onda del mare di agosto porti via con sé tutti coloro che eccedono il numero tre

 

buon vacanze a tutti

ma proprio tutti eh!

in fondo sono contento così

Postato da: Blackholesun84 a luglio 30, 2008 11:34 | link | commenti |

lunedì, 28 luglio 2008

betty tossica

 

le vacanze sono come un salto in lungo

prima che si vada fuori tanti corrono

dopo ci saranno solo quelli che superano il salto

inevitabilmente qualcuno che zoppicava

viene tagliato via

in fondo le vacanze hanno questa funzione

selezionano i rapporti

a settembre c’è sempre qualche rapporto inutile in meno

qualche persona inutile in meno

qualche posto che si libera in rubrica

qualche nuovo amico/a che ne prende il posto

le vacanze servo a questo forse

e io non sono infelice

perché la mia rubrica è proprio stracolma

e bisogna fare un po’ di spazio

buttare la carne che si è irrancidita nel frigo

c’è da troppo tempo!

mi è capitato spesso negli anni

ma questa volta non sono infelice

perché ieri sera mi sono ricordato ancora una volta

(capita ogni tanto)

chi sono

e chi sono gli altri

e mi sono detto: e io dovrei anche essere infelice se perdo questa gente?

mi sono fatto una sonora risata

la signora affianco si è girata

dopo giorni di sguardo perso nel vuoto

io mi faccio una fragorosa risata

e vi cancello

a uno a uno

a una a una

con grande soddisfazione

e memorizzo altra gente

io la memoria + grande non me la voglio comprare

la memoria del mio cervello è sufficiente a ricordare perché vi cancello

poi i vostri numeri ritorneranno ad essere alcune delle tante possibili associazioni numeriche

i vostri numeri

come le vostre parole

saranno senza valore

Postato da: Blackholesun84 a luglio 28, 2008 15:44 | link | commenti (2) |

sabato, 26 luglio 2008

“credo molto nell’autoerotismo: è pur sempre la più economica e piacevole forma di castrazione”

 

“l’autoerotismo non è solo un atto assoluto, come e più della fellatio e della sodomia, ma anche la forma più elevata di protesta sessuale antisociale e antinaturale”

 

“l’impellenza della castrazione sessuale sta tutta nella sublimazione dell’incomunicabilità, una castrazione sociale sulla quale c’è abitudine al consenso implicito”

 

Postato da: Blackholesun84 a luglio 26, 2008 13:30 | link | commenti |

la mia amicizia

 

chi mi conosce

chi a volte ha letto qualche post di questo blog

sa come la penso sull’amicizia

ho pochi amici

davvero pochissimi

due per l’esattezza

gli altri non sono amici

anche se spesso li tutelo in modi simili

ma meno “carnali”

ma i due amici sono sacri

chi fa del male a loro

lo fa a me

con la differenza che loro sanno perdonare molto + spesso di me

se potessi li vendicherei sempre

con gli interessi

sono + puri di me

e vanno salvaguardati

e salvaguardarli significa anche continuare a ravvivare la fiamma dell’idea di giustizia in loro

spesso le vicende sono ingiuste

oltre il limite del nostro agire

del mio agire

ma quando posso

quando qualcosa ricade sotto la mia influenza

io cerco di proteggerli

ma anche di offendere se qualcuno li offende

anche se a me non ha fatto niente

loro sono parte di me

parte di me è in loro

chi offende loro non può non offendere me

il mio modo di pensare

le mie convinzioni

che spesso coincidono con le loro

chi mi conosce sa anche che non si diventa miei amici facilmente

non perché ci sia necessariamente bisogno di anni

ma solo perché ho bisogno di fidarmi

e la fiducia implica costanza

e la costanza implica tempo

ma se sei mio amico

io ti difenderò

anche + di quanto difenderò me

di sicuro farò errori

ci saranno malintesi

io sbaglio spesso

ma cercherò di chiarirli

ma se il mondo è un campo di battaglia

stai sicuro che il mio corpo sarà sempre almeno accanto al tuo

se non davanti

questa è la mia amicizia

io ti sono vicino

io voglio esserti vicino

se c’è una cosa che sentirai

prima di lasciarti andare per sempre

sarà il mio respiro

 

Postato da: Blackholesun84 a luglio 26, 2008 11:48 | link | commenti (1) |

venerdì, 25 luglio 2008

voi mi chiedete di gioire

ma io non posso gioire ora

gioisco con un sorriso

ma non posso essere pieno di gioia traboccante

perché ho provato il senso di una grandezza piena di infinità

e quello che io provo ora

questo mezzo sorriso

che dipinge le tele che si succedono nella mia vita

è solo un lieve pallore

di quella pienezza provata

mi chiedete di gioire per questa laurea

una laurea che ha 6 anni

mentre io ho gioito per l’eternità

cosa sono 6 anni rispetto all’eternità?

un mezzo sorriso

e forse nemmeno

la mia vita ha vissuto il suo massimo

per poco

ma l’ha vissuto

ora tutto

nel confronto

è solo un mezzo sorriso

sono tristi i mezzi sorrisi

avete ragione

ma è questa la realtà:

bisognerebbe morire ogni volta che si sente davvero

perché ogni emozione pura

è un marchio

che rimarrà per il resto della vita

perché ogni emozione pura

è una condanna a morte

a una morte fatta di mezzi sorrisi

una volta toccata l’infinità

il tempo non ha + senso

le ore, i minuti, i secondi

perdono di senso

perché la vita assume il senso delle emozioni

ma poiché nessuna emozione provata si ripete

è una vita priva di emozioni

che ha senso solo per le emozioni che dovrebbe avere

che non ha

perciò non ha senso

e voi mi chiedete di gioire

questa è la mia gioia

bacio il tempo delle emozioni trascorse

la vita dopo è bruciata

e le ceneri

le ceneri possono essere disperse

Postato da: Blackholesun84 a luglio 25, 2008 14:28 | link | commenti (6) |

c’è un moto che mi trattiene vicino alla vita

come la musica che sento

che si accosta alla pienezza del suono

baciandola

aggrappandosi ad essa

in questa corsa triste e disillusa

rimane

la sensazione

di aver vissuto qualcosa di davvero eterno

anche se per poco

e anche se non con una persona sola

ma tanti pezzetti di eternità della mia vita

tornano a galla

e compongono un puzzle

sulla superficie dell’acqua

e in questo quadro

si intravede il luccichio dell’eternità

è molto lontana

ma nella vita basterebbe avere

la sensazione dell’eternità

per poter riuscire a non dimenticare se stessi

dopo morti

ed è per questo che ringrazio

chi colpisce

ma questo non significa che non reagirà

questo non significa che starò a guardare

i miei sentimenti sono nati dalla vendetta

e nella vendetta moriranno

come quelli di molti in fondo

ringrazio

ma

sarà un venticello…

come quello del barbiere di Siviglia

Postato da: Blackholesun84 a luglio 25, 2008 01:38 | link | commenti |

giovedì, 24 luglio 2008

a causa degli strani commenti (virus?) che sono apparsi in questi ultimi giorni sul blog, d'ora in poi potranno commentare solo gli utenti iscritti a splinder, non + gli anonimi

spero che sia un problema provvisorio e che potrò presto ritornare alla libertà massima

ciao a tutti

 

Postato da: Blackholesun84 a luglio 24, 2008 16:12 | link | commenti |

Cominciò con un inaspettato censimento etnico, nel mezzo dell’estate di settant’anni fa, la vergognosa storia delle leggi razziali italiane. Alle prefetture fu diramata una circolare, in data 11 agosto 1938, disponendo una “esatta rilevazione degli ebrei residenti nelle provincie del regno”, da compiersi “con celerità, precisione e massimo riserbo”. La schedatura fu completata in una decina di giorni: 47.825 ebrei censiti sul territorio del regno, di cui 8.713 stranieri (nei confronti dei quali fu immediatamente decretata l’espulsione). Per la verità si trattava di cifre già note al Viminale. “Il censimento quindi fu destinato più a sottomettere che a conoscere, più a dimostrare che a valutare”, scrive la storica francese Marie-Anne Matard-Bonucci ne “L’Italia fascista e la persecuzione degli ebrei” (il Mulino). Naturalmente, di fronte alle proteste dei malcapitati cittadini fatti oggetto di quella schedature etnica fu risposto che essa non aveva carattere persecutorio, anzi, sarebbe servita a proteggerli. Nelle diversissime condizioni storiche, politiche e sociali di oggi, torna questo argomento beffardo e peloso: la rilevazione delle impronte ai bambini rom? Ma è una misura disposta nel loro interesse, contro la piaga dello sfruttamento minorile! Si tratta di un artifizio retorico adoperato più volte nella storia da parte dei fautori di misure discriminatorie: “Lo facciamo per il loro bene”. A sostenere la raccolta delle impronte sono gli stessi che inneggiano allo sgombero delle baracche anche là dove si lasciano in mezzo alla strada donne incinte e bambini. Ma che importa, se il popolo è con noi? Lo so che proporre un’analogia fra l’Italia 1938 e l’Italia 2008 non solo è arduo, ma stride con la sensibilità dei più. L’esperienza sollecita a distinguere fra l’innocenza degli ebrei e la colpevolezza dei rom. La percentuale di devianza riscontrabile fra gli zingari non è paragonabile allo stile di vita dei cittadini israeliti, settant’anni fa. Eppure dovrebbero suonare familiari alle nostre orecchie contemporanee certi argomenti escogitati allora dalla propaganda razzista, circa le “tendenze del carattere ebraico”. Li elenco così come riportati il libro già citato: nomadismo e “repulsione congenita dell’idea di Stato”; assenza di scrupoli e avidità; intellettualismo esasperato; grande capacità ad adattarsi per mimetismo; sensualismo e immoralità; concezione tragica della vita e quindi aspirazioni rivoluzionarie, diffidenza, vittimismo, spirito polemico e così via. Guarda caso, per primo veniva sempre il nomadismo. Seguito da quella che Gianfranco Fini, in un impeto lombrosiano, ha stigmatizzato come “non integrabilità” di “certe etnie”; propense –per natura? per cultura? per commercio?- al ratto dei bambini. Il che ci impone di ricordare per l’ennesima volta che negli ultimi vent’anni non è stato mai dimostrato il sequestro di un bambino ad opera degli zingari. Un’opinione pubblica aizzata a temere i rom più della camorra, si trova così desensibilizzata di fronte al sopruso e all’ingiustizia quando essi si abbattono su una minoranza in cui si registrano percentuali di devianza superiori alla media. Tale è l’abitudine a considerare gli zingari nel loro insieme come popolo criminale, da giustificare ben più che la nomina di “Commissari per l’emergenza nomadi”, incaricati del nuovo censimento etnico. Un giornalista come Magdi Allam è giunto a mostrare stupore per la facilità con cui si è concesso il passaporto italiano a settantamila rom. Ignorando forse che si tratta di comunità residenti nella penisola da oltre cinquecento anni: troppo pochi per concedere loro la cittadinanza? Eppure sono cristiani come lui… Il censimento etnico del 1938, “destinato più a sottomettere che a conoscere, più a dimostrare che a valutare”, come ci ricorda Marie-Anne Matard-Bonucci, in ciò non è molto dissimile dal censimento dei non meglio precisati “campi nomadi” del 2008. In conversazioni private lo confidano gli stessi funzionari prefettizi incaricati di eseguirlo: quasi dappertutto le schedature necessarie erano già state effettuate da tempo.L’iniziativa in corso riveste dunque un carattere dimostrativo. E i responsabili delle forze dell’ordine procedono senza fretta, disobbedendo il più possibile alla richiesta di prendere le impronte digitali anche ai minori non punibili, nella speranza di dilazionare così le misure che in teoria dovrebbero immediatamente conseguirne: evacuazione totale dei campi abusivi e di quelli autorizzati ma fuori norma; espulsione immediata dei nomadi extracomunitari e, dopo un soggiorno di tre mesi, anche dei nomadi comunitari; quanto agli zingari italiani, gli verrà concesso l’uso delle aree attrezzate solo per brevi periodi, dopo di che dovranno andarsene (sono o non sono nomadi? E allora vaghino da un campo all’altro, visto che le case popolari non gliele vuole dare nessuno). Si tratta di promesse elettorali che per essere rispettate implicherebbero un salto di qualità organizzativo e politico difficilmente sostenibile. Dove mandare gli abitanti delle baraccopoli italiane –pochissime delle quali “in regola”- se venissero davvero smantellate tutte in pochi mesi? Chi lo predica può anche ipocritamente menare scandalo per il fatto che tanta povera gente, non tutti rom, non tutti stranieri, vivano fra i topi e l’immondizia. Ma sa benissimo di alludere a una “eliminazione del problema” che in altri tempi storici è sfociata nella deportazione e nello sterminio. Un’insinuazione offensiva, la mia? Lo riconosco. Nessun leader politico italiano si dice favorevole alla “soluzione finale”. Ma la deroga governativa al principio universalistico dei diritti di cittadinanza, sostenuta da giornali che esibiscono un linguaggio degno de “La Difesa della razza”, aprono un varco all’inciviltà futura. Negli anni scorsi fu purtroppo facile preconizzare la deriva razzista in atto. Per questo sarebbe miope illudersi di posticipare la denuncia, magari nell’attesa che si plachi l’allarmismo e venga ridimensionata la piaga della microcriminalità. La minoranza trasversale, di destra e di sinistra, che oggi avverte un disagio crescente, può e deve svolgere una funzione preziosa di contenimento. Gli operatori sociali ci spiegano che sarebbe sbagliato manifestare indulgenza nei confronti dell’illegalità e dei comportamenti brutali contro le donne e i bambini, diffusi nelle comunità rom. Ma altrettanto pericoloso sarebbe manifestare indulgenza riguardo alla codificazione di norme palesemente discriminatorie, che incoraggiano l’odio e la guerra fra poveri. Non si può sommare abuso ad abuso di fronte ai maltrattamenti subiti dai bambini rom. Quando i figli degli italiani poveri venivano venduti per fare i mendicanti nelle strade di Londra, l’esule Giuseppe Mazzini si dedicò alla loro istruzione, non a raccogliere le loro impronte digitali. L’ipocrisia di schedarli “per il loro bene” serve solo a rivendicare come prassi sistematica, e non eccezionale, la revoca della patria potestà. Dopo le impronte, è la prossima tappa simbolica della “linea dura”. Siccome i rom non sono come noi, l’unico modo di salvare i loro figli è portarglieli via: così si ragiona nel paese che liquida l’“integrazione” come utopia buonista. A proposito del sempre più diffuso impiego dispregiativo della parola “buonismo”, vale infine la pena di evocare un’altra reminescenza dell’estate 1938. Chi ebbe il coraggio di criticare le leggi razziali fu allora tacciato di “pietismo”. Con questa accusa furono espulsi circa mille tesserati dal Partito nazionale fascista. E allora viva il buonismo, viva il pietismo.

Gad Lerner, Un altro censimento: 70 anni dopo, in "La Repubblica", 5 luglio 2008

Postato da: Blackholesun84 a luglio 24, 2008 16:06 | link | commenti |

mercoledì, 23 luglio 2008

Il paese che purtroppo amo

http://italiadallestero.info/archives/495

Amare l’Italia non è mai stato più difficile di oggi. Tuttavia, l’autrice non potrebbe vivere altrove. Storia di una confusione di emozioni.

Quell’estate, in cui mi sono innamorata degli italiani, sulle spiaggie si raccontava delle frodi di Bettino Craxi, e io pensavo: strano paese, dove anche i bagnini sanno come imbroglia il leader socialista! Era l’estate del 1989, io ero distesa sulla sdraio e ascoltavo il bagnino, che senza alcuna remora parlava del sistema del finanziamento illecito ai partiti socialista e democristiano, degli abusi d’ufficio e delle tangenti, delle infiltrazioni e omicidi mafiosi come se si trattasse del prossimo torneo di bocce sulla spiaggia.

Nello stesso anno mi recai in Sicilia per la prima volta come giornalista. Lì ho conosciuto il funzionario di polizia che ha fatto luce sulla Pizza Connection, traffico di eroina tra la Sicilia e il Nord America. Era protetto da due guardie del corpo e circolava su una berlina blindata, e mi ricordo ancora cosa pensai: Che strano paese! Qui, le forze di polizia devono essere protette!

Il Ministero dell’Interno lo aveva invitato a lasciare la Sicilia, perché la sua sicurezza non poteva più essere garantita. Al suo rifiuto, fu trasferito d’ufficio a Palermo. Ho trovato molto strano che in Italia i poliziotti che compiono con successo il loro dovere siano puniti, ma pensai che queste cose presto sarebbero cambiate, dopotutto in quella estate del 1989 eravamo tutti molto ottimisti sul futuro. C’era un’atmosfera di rivalsa e speranza, finalmente il mondo stava cambiando. Nell’ Europa dell’est cadevano i muri, e noi giornalisti eravamo convinti che anche in Italia le fondamenta su cui si reggeva il sistema di collusione tra mafia e corruzione politica con in testa democristiani e socialisti, stesse cedendo.

In Italia adesso si va avanti, pensavo. L’ italiano al mio fianco rimase scettico.

Solo due anni più tardi mi sono arresa anch’io all’immaginario tedesco dell’Italia e sono passata dalla parte dell’italiano al mio fianco, nella terra del viaggio italiano “dove in genere nessuno lavora solo per vivere, ma per godere, e dove anche il lavoro per vivere è un’occasione di felicità”, nella terra con una eterna natura meravigliosa e intrepidi magistrati. A Milano stava per essere scoperta tangentopoli e le trasmissioni televisive più seguite erano quelle che venivano trasmesse dal palazzo di giustizia di Milano. Allo stesso tempo, con il maxiprocesso di Palermo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per la prima volta nella storia giudiziaria italiana, riuscivano a portare a termine un processo di mafia attraverso tutti e tre i gradi di giudizio, senza che la mafia riuscisse a ribaltare le sentenze nei gradi intermedi. E anche dopo l’assassinio di entrambi i magistrati, non vi era alcun dubbio che l’Italia si trovasse ad un punto di svolta sulla questione morale e non volesse essere più permeabile alla mafia e alla corruzione della classe politica: nel 1993 il primo ministro, per la settima volta, Giulio Andreotti fu accusato a Palermo di associazione mafiosa.

Le cose cambieranno, pensavo. Solo l’italiano al mio fianco rimase scettico. Da 2000 anni qui comanda la Chiesa cattolica e abbiamo il Papa a casa nostra!, disse. Non dimenticare che il cattolicesimo come religione di stato è stato abolito solo nel 1984! La mafia e la Chiesa non lasceranno mai che le cose cambino in Italia! Qui non siamo in Germania! Non essere ingenua!

Io invece consideravo la chiesa come una scelta personale e la mafia come un fenomeno creato dagli uomini: come tale avrà un inizio ed una fine, come disse anche Giovanni Falcone. Perché questo non dovrebbe valere anche per le altre cose in Italia? Cominciai ad avere qualche dubbio, quando le critiche ai pubblici ministeri cominciarono a farsi sempre più forti. Non c’è nulla di più sgradito nella cattolica Italia del cosidetto giustizialismo, manie di giustizia: Non siamo forse tutti peccatori davanti a Dio? Gli italiani smisero di tirare monete ai politici. E cominciarono a votare Berlusconi. La sua discesa in campo fu caratterizzata da tacchi alti, un partito fatto in casa e con calze da donna sugli obbiettivi delle telecamere per migliorare la sua immagine. I redattori di giornali tedeschi cominciarono a telefonarmi eccitati e a chiedermi cosa fosse successo agli italiani. Con serenità citai il giornalista italiano Indro Montanelli, “Il modo migliore per immunizzare gli italiani contro Berlusconi, è lasciarlo governare per una volta”. Non potevamo prevedere che gli italiani fino ad ora si sarebbero lasciati immunizzare senza successo per ben tre volte. Berlusconi deve essere qualcosa di simile all’ebola, ha affermato lo scrittore Roberto Alajmo.

Alla seconda vittoria elettorale di Berlusconi il livello di sgomento era già diminuito, la terza volta nessuno dei miei colleghi tedeschi ha chiesto alcunché. Berlusconi era diventato qualcosa di simile ad un reumatismo cronico, qualcosa come la mafia, che in Germania non si capisce come non si possa tenere sotto controllo. I miei colleghi in Germania iniziarono a scrivere canzoni di addio per un paese per il quale già Pasolini ebbe a piangere: “Ho amato gli italiani purtroppo, sia al di fuori dei palazzi del potere (e anche in disperata opposizione a questi) e sia al di fuori dei modelli populisti e umanitari. E’ stato un vero e proprio sentimento di amore esistenziale. Così, con tutti i miei sensi, mi sono reso conto come l’imposizione di nuovi modelli consumistici abbia modificato, sfigurato e umiliato in maniera irreparabile la coscienza del popolo italiano”.

Per i corrispondenti esteri la rielezione di Berlusconi è stata tuttavia un colpo di fortuna, perché sotto il governo Prodi, era ancora più difficile spiegare ai lettori cosa succedeva in Italia. Prodi non è Berlusconi, cosa che in Germania lasciava intendere che “la destra è il male, a la sinistra il bene”. Questo stereotipo non va d’accordo con il fatto che anche l’ex leader comunista, Massimo D’Alema quando era al governo inciuciasse con Silvio Berlusconi e sostanzialmente abolisse la legge sui pentiti di mafia. Ancora più difficile da veicolare ai lettori è il perché Clemente Mastella, ministro della Giustizia nell’ultimo governo Prodi, si occupasse personalmene di fare in modo che i pubblici ministeri venissero ricusati non appena si occupassero di casi coinvolgenti politici italiani. Al procuratore calabrese Luigi De Magistris fu avocata un’indagine perché, in un’ inchiesta sull’uso di fondi europei, aveva deciso di indagare non solo sugli amici del Ministro della Giustizia ma anche nei confronti di Prodi stesso, quando questi era ancora in carica come Presidente della Commissione europea. Poco dopo il ministro della Giustizia fu costretto alle dimissioni per abuso di potere ed estorsioni, cosa che ha portato alla caduta del governo Prodi.

Ma non è poi sempre così in Italia? Dissero i miei amici tedeschi. Poi quasi annoiati, sottolinearono, non senza un sorriso, il fatto che si trattava del 62mo governo del dopoguerra, cosa che mi irrita sempre un po’. Infatti, a differenza della Germania, i 62 governi del dopoguerra non sono espressione diretta della capacità tipicamente mediterranea di cambiamento, bensì il rituale di una casta di politici che si spartiscono il potere da 60 anni. In Italia non ci sono facce nuove sulla scena politica da 30 anni. Chi è riuscito ad entrare in Parlamento rimane seduto al suo scranno sino alla morte, e Andreotti, non morirà mai. Qui si riesce a vendere il leader dei Democratici di Sinistra, Walter Veltroni, che è in politica dagli anni Settanta, come il nuovo. Perché sicuramente è un nuovo arrivato, rispetto al novantenne Andreotti.

Berlusconi ha ripreso il suo ruolo di clown che governa una nazione derisa e per la quale gli stranieri si interessano solo per sapere dove sono le sue spiagge più belle, i suoi alberghi più economici e i ristoranti migliori. Ma dietro quest’opera buffa si nasconde un paese impaurito e fermo. Un paese che ha perso molte occasioni per il suo progresso in campo culturale ed economico. Un paese che è governato da un cinico, accusato di frode fiscale, falso in bilancio, partecipazione ad associazione mafiosa, corruzione, complicità in attentati - tutte accuse che sono finite nel nulla previa assoluzione, o archiviazione, o insufficienza di elementi di prova o di condanna poi amnistiata. Questo cinico è riuscito brillantemente a mettersi d’accordo con l’opposizione di sinistra che si mostra combattiva al mondo esterno, come se si fosse ancora ai tempi della rivoluzione industriale, ma che nel profondo ha lo stesso disprezzo per gli elettori che ha Berlusconi.

Anch’io preferisco scrivere delle gaffes di Berlusconi. E’ più divertente scrivere che ha nominato Ministro per Pari Opportunità una modella di nudo, anziché spiegare perché la sua coalizione di governo, come primo atto ufficiale, abbia proposto una legge sulla restrizione dell’uso delle intercettazioni. Ora non si può più essere intercettati, se si è sospettati di falsa testimonianza. O se si è sospettati di far parte di un’associazione criminale. I giornalisti che fanno uso di materiale intercettato rischiano fino a tre anni di carcere. E l’opposizione non dice nulla. In ogni caso, non ne sembra molto preoccupata. E perché dovrebbe. I reati, che di solito sono intercettati sono commessi dalle persone dell’establishment. Di cui fanno parte anche i politici del Partito Democratico. Anche la prima proposta legislativa del precedente governo Prodi riguardava la limitazione delle procedure di intercettazione. Solo che non fu approvata.

E’ più divertente scrivere del trapianto di capelli di Berlusconi che del modo in cui la camorra amministra gli affari per lo smaltimento dei rifiuti di Napoli o di come la ‘ndrangheta calabrese faccia 44 miliardi di euro di fatturato, quasi il tre per cento del prodotto interno lordo italiano. O perché una pattuglia di polizia sia intervenuta nel reparto di ginecologia al Policlinico di Napoli per prevenire un aborto - solo perché contro l’attuale legge sull’aborto la Chiesa cattolica ha lanciato una vera e propria crociata da un po’ di tempo a questa parte. O quanto spazio quotidiani come ad esempio la Repubblica, di tendenze sinistro-liberali, dedichino ai cardinali e ai loro vaghi commenti in merito alla “tutela della vita”.

Anche i fratelli minori della Spagna danno consigli

Nel frattempo, l’italiano al mio fianco deve trattenere non solo l’umiliazione subita dagli spagnoli, i poveri fratelli minori, in campo sportivo calcistico, ma anche leggere su Repubblica i consigli che il Primo Ministro spagnolo Zapatero dà per far si che l’Italia recuperi il ritardo accumulato in vari campi. Pieni di invidia, gli italiani guardano alla Spagna - e non solo al prodotto nazionale lordo, ma anche perché gli spagnoli ora sembrano fare tutto meglio degli italiani. Zapatero ha preso ripetutamente la lotta con la chiesa cattolica, una lotta che in Italia si dà per persa fin dall’inizio. Mentre Zapatero è riuscito ad introdurre una legislazione per il matrimonio gay e per la rimozione di simboli religiosi dagli edifici pubblici, i politici italiani fanno a gara per baciare la mano del papa.

I miei colleghi tedeschi mi chiedono: Come è possibile che l’unica seria opposizione in Italia sia rappresentata da un comico, un filosofo, un giornalista e un ex magistrato? E io dico: l’Italia è un paese in cui 70 deputati del Parlamento sono pregiudicati. Ma è anche un paese dove milioni di italiani scendono per strada a manifestare per opporsi al dominio di questo Parlamento fatto di pregiudicati.

Quando mi sono resa conto che in questo momento storico le parole non portano a nulla, ho deciso di agire. Perché io, a differenza dei miei colleghi, non mi sono solo limitata a riportare la drammatica perdita di appeal dell’Italia per i tedeschi, ma io l’italiano al mio fianco l’ho sposato. Dopo 19 anni di convivenza.

[Articolo originale di Petra Reski]

 

Postato da: Blackholesun84 a luglio 23, 2008 14:47 | link | commenti |

martedì, 22 luglio 2008

cosa rimane quando le luci si spengono?

rimane il brusio di fondo

rimangono i baci dati a persone che non conosci

o che conosci poco

e a persone con le quali avresti ben altro da dire che non baciarsi su una guancia

si stappano spumanti

si fa festa

io baratterei questa mia laurea per un buon verso

per un verso immortale

perché se avessi un verso immortale

sarei io stesso preda di un’emozione immortale

questa laurea

per quanto lunga

non mi rende meno mortale di un verme

non ci trovo alcun senso

non ci sono emozioni immortali in ciò che ho vissuto

ci sono carte

ci sono emozioni anche

ma non immortali

perché non sono emozioni degne dell’eternità

forse però c’è stato un momento

un momento che ha dato un senso al tutto

quando una donna sconosciuta mi è venuta vicino

e mi ha detto:”Non fermarti, è importante che chi si occupa dell’epilessia vada avanti”

mi ha presentato la figlia, in passato epilettica

quello è stato un gesto eterno forse

il gesto di chi spera negli uomini

in chi ha fiducia negli uomini

oltre a quello

c’è stato il bacio + falso della mia vita

il sorriso + falso

la sensazione che si tiri a campare

sempre e comunque

forse ci si aspetterebbe una conoscenza approfondita di qualcuno

una conoscenza rivelata

qualcosa che, per dio, rimanga

un’emozione

almeno un gemito di questa vita

che possa andare oltre il fondo in cui precipiteremo

ma nulla rimane

quello di cui abbiamo bisogno per vivere

è che l’eternità attraversi i nostri corpi

per la durata di una vita

li baci

e scivoli via nell’aria

come le nostre ceneri

in attesa di rivivere

in altri corpi

se non c’è questo

la vita avrà sempre solo la durata dei suoi anni

e non so se sia degna di essere vissuta

 

Postato da: Blackholesun84 a luglio 22, 2008 15:21 | link | commenti |

sabato, 19 luglio 2008

invito tutti a leggere questa lettera

ormai mi sembra evidente che il problema non è Napoli, l'Italia, l'Europa

il problema mi sembra l'uomo fin nelle sue radici

(basta cliccare sul simbolo qui sotto per aprire la lettera)

Lettera Zanotelli

Postato da: Blackholesun84 a luglio 19, 2008 18:09 | link | commenti |

venerdì, 18 luglio 2008

sospesi a un palmo dal fallimento

ci teniamo forte

ai fili che ci stringono

oscilliamo

penzoliamo

da una trave

che nemmeno scorgiamo

come burattini

sorridiamo sinceri

e ci stringiamo

mentre i corpi cozzano

nel nostro teatro ci sono tutti gli attori necessari

corrono sul palco

come dardi

che ci bersagliano

io oscillo tra la staticità e l’impeto

forse non mi fermerò

forse i miei occhi hanno qualcosa da dire

non devo temere

penso

non ho nulla da temere

perché non ho nulla di cui pentirmi

le scuse dovute le ho sempre fatte

ora non ho nulla di cui scusarmi

se è vero che sono innocente

almeno per ora

allora che il sangue scivoli

sui pensieri altrui

che il mio sguardo parli

perché le parole hanno fallito

ma lo sguardo colpirà

dove la coscienza della verità si nasconde

all’ombra di tutte le fughe

di chi non avrebbe il diritto di sorridere

 

Postato da: Blackholesun84 a luglio 18, 2008 16:24 | link | commenti |

martedì, 15 luglio 2008

amici

mi sto sforzando

con tutte le mie forze

di stare attaccato

a questo specchio

su cui scivolo

amici

non ho + cuore

il mio si è fermato

ha saltato dei battiti

e si è fermato

amici

sono un tronco

ma stringo i denti

e continuo a correre

amici

rifuggo le domande che ho sempre amato

ma ora scappo

perché mi schiaffeggiano

senza sosta

amici

perdonatemi

per ciò che non sento

io sono con voi

e la cosa + bella per me

sarebbe sentirvi tutti

in me

amici

perdonatemi

porto la colpa di non poter sentire

e vorrei che non fosse così

vorrei scrivere per voi

farei di tutto per riuscirci

faccio di tutto

ma amici

mi hanno sventrato

e io non posso sentire

ve ne prego

non odiatemi

Postato da: Blackholesun84 a luglio 15, 2008 20:38 | link | commenti |

ho chiuso la luna dietro un vetro

spero rimanga lì fino a domani

c’è della poesia nel silenzio delle piante stasera

illuminate da quella luna

una poesia che rimette ogni debito

una poesia che non spera

che è morta in sé

ma che muore in pace

serenamente muore la poesia

placidamente muore la poesia

la poesia che sa risorgere dalle sue ceneri

ma che ora non riesce a colmare la distanza

tra il mio silenzio

e quello della luna

Postato da: Blackholesun84 a luglio 15, 2008 00:12 | link | commenti |

lunedì, 14 luglio 2008

ti voglio bene

quest’entità astratta

è un po’ come quei rusticini che si danno con l’aperitivo

lo si dice sempre come se non tolgano e non mettano

prendiamo un aperitivo

che non gusta il pranzo o la cena

oppure come l’acqua tonica

altra entità astratta

prendi non prendi

che te frega

dici non dici

che te frega

eh ma sono proprio convinti che il rusticino non metta e non tolga alla cena

e così talvolta ci penso

e penso

che vita grama con queste parole gettate al vento come rusticini in un aperitivo

tanto per riempirsi la bocca

piena di parole senza peso specifico

ma certamente piena di argomenti che occhio e croce hanno un peso specifico ben maggiore

Postato da: Blackholesun84 a luglio 14, 2008 19:13 | link | commenti (2) |

«Critico chi voglio. E la gente applaude»

(questo è il titolo messo da l corriere. il titolo originale era: lettera ai lettori, che è stato corretto con lettera al direttore) 

 

 

Caro Direttore, per tutti quelli scioccati dalla stampa di
questi giorni, voglio rassicurare: non siete impazziti e non sono
nemmeno impazziti i giornali. La questione è molto semplice, questo
sistema fradicio e corrotto vede nell'eliminazione del dissenso l'unica
possibilità di salvezza. Scrive Filippo Ceccarelli su Repubblica in
relazione al mio intervento a piazza Navona: «Nulla del genere si era
mai visto e ascoltato a memoria di osservatore». Questa cosa,
Ceccarelli, si chiama libertà. Non hai mai visto una persona che chiama
le cose col suo nome, anche quelle di cui tutti convengono sia
assolutamente vietato parlare, come l'ingerenza inaccettabile del
Vaticano nella vita politica del Paese e nelle vite private dei
cittadini italiani. Caro Ceccarelli, hai fatto un'esperienza
straordinaria. Col tempo apprezzerai la fortuna di esserti trovato lì
l'8 luglio.

Quello che hanno visto i presenti e gli utenti di internet è una
piazza ricolma di gente, che è stata in piedi per tre ore ad ascoltare
e ad applaudire entusiasta. Gli interventi più criticati dai media sono
quelli che hanno avuto indiscutibilmente più successo. Nel mio
intervento, al contrario di quello che tanti bugiardoni hanno scritto,
gli applausi più forti sono stati sulle critiche alla politica del
Vaticano e le frasi più forti fra quelle sono state applaudite ancora
di più. Questa manifestazione è stata il giorno dopo descritta come un
fallimento, un errore, un autogol. Stampa e tv hanno tirato fuori il
manganello e con i mezzi della diffamazione, della menzogna e
dell'insulto stanno cercando di scoraggiare chi ha partecipato, a
continuare. Alcune ovvie piccole verità: — A sinistra si lamentano del
fallimento della manifestazione quando l'unico elemento di insuccesso è
costituito dai loro stessi interventi. Se non avessero parlato in tanti
di insuccesso a dispetto dei fatti, la manifestazione sarebbe stata
percepita per quello che è stata: un successone. — Berlusconi e i suoi
sono furiosi per quanto è accaduto e il sondaggio che direbbe che
Berlusconi ci ha guadagnato lo ha visto solo Berlusconi.

Quello che dice potrebbe non essere vero. — L'intenzione di
espellere Di Pietro era già evidente da parte del Pd e non è per me e
Grillo che i due si sono separati. Pare che Veltroni gli preferisca
Casini. Non è una battuta. — Le parlamentari che hanno difeso la
Carfagna sostenendo che io in quanto donna non posso attaccare un'altra
donna, insultando me sono cadute in contraddizione. — Pari opportunità
e Carfagna sono due concetti incompatibili come Previti e giustizia. —
È falso che non si possa criticare il presidente della Repubblica. Si
può e ci sono buone ragioni per farlo ad esempio impugnando il parere
dei cento costituzionalisti sul Lodo Alfano. — È falso che non si possa
criticare e attaccare il Papa. Si può e ci sono buone ragioni per
farlo. Ho letto un po' dappertutto che il Papa sarebbe una figura super
partes. Super partes non è uno che si schiera con tutte le sue forze su
ogni tema, dalla scuola ai candidati alle elezioni, alla moda e alla
cucina, con interventi spesso molto al di sotto delle parti, cosa su
cui anche la Littizzetto, esimia collega, ha efficacemente ironizzato.
— La reazione furibonda di tutto il mondo politico alle parole di
alcuni liberi pensatori, dimostra che gli interventi fatti sono stati
importanti ed efficaci. La repressione dei media rivela la debolezza
politica di una classe dirigente che in entrambi i poli è nata a
tavolino. Gli unici elementi che hanno una oggettiva radice popolare e
sono rappresentati in Parlamento allo stato attuale, sono Lega e Di
Pietro.

 

E crescono. Berlusconi e Pd calano vertiginosamente. — C'è un
partito finto, il Pd, nato senza idee, tranne quella di fondere due
partiti per ingrandirsi con lo stesso criterio con cui si accorpano le
banche per essere più forti. Questo partito votato controvoglia dalla
maggioranza dei suoi elettori si è rivelato fin dai primi passi un
soggetto politico artificiale, che somiglia più a un «corpo
diplomatico» che altro. Molti dei vip che lo hanno sostenuto ora sono
colti da attacchi isterici constatando che non sta in piedi. Dall'altra
parte ci sono delle idee che vogliono essere rappresentate e discusse.
Idee davvero alternative a quelle del centrodestra. La qual cosa, nel
momento in cui si cerca di costruire un'alternativa, ha la sua porca
importanza e fa sì che queste idee vengano considerate oggettivamente
interessanti dall'opinione pubblica. Per quanto riguarda l'annosa
questione: «Può un comico fare politica?», si tratta anche qui di una
domanda che non esiste in natura. È ovvio e tutti sanno che chiunque
parli a un pubblico fa politica. È ovvio che la politica in una
democrazia la fanno tutti. Ma la vera domanda che si pone è: può un
comico ottenere molto più consenso politico di un politico? Può il
discorso di un comico essere molto più politico di quello di un
politico? I fatti dicono di sì e tocca abbozzare. Potete anche
continuare a menare le mani, ma sarebbe meglio fare uno sforzo di
comprensione. D'altra parte parlo per me ma credo anche a nome degli
altri, le nostre idee sono lì e si possono usare gratuitamente.
Approfittatene.


Sabina Guzzanti

Postato da: Blackholesun84 a luglio 14, 2008 10:37 | link | commenti (2) |

“Il male minore non esiste: è sempre il preannuncio di un male peggiore”
Sylos Labini

Postato da: Blackholesun84 a luglio 14, 2008 10:29 | link | commenti (1) |